Economia - Il governatore Rocca rifiuta le scadenze di dicembre del Gruppo e stringe i tempi con il ministro Urso, mentre spunta l'ipotesi di nuovi partner asiatici e si prepara il confronto ai cancelli della fabbrica. Tutti i dettagli
Il destino dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano è ufficialmente entrato in una fase calda, spostando l'asse del confronto direttamente nei palazzi della politica romana. Un vertice d'urgenza al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha visto confrontarsi il ministro Adolfo Urso, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e la vicepresidente Roberta Angelilli. Al centro del dibattito c'è la forte preoccupazione per le prospettive industriali e occupazionali del sito di Cassino, rimasto di fatto escluso da novità concrete nell'ultimo piano industriale al 2030 presentato dal Gruppo automobilistico.
L'inquietudine del territorio nasce dalle comunicazioni dello scorso 21 maggio, quando durante l'Investor Day il management di Stellantis ha accostato il futuro della fabbrica laziale quasi esclusivamente al marchio Maserati. Si tratta di una prospettiva che non rasserena i sindacati e le istituzioni locali, poiché i volumi produttivi del mercato dell'alta gamma difficilmente potrebbero garantire il ritorno alla piena occupazione per le migliaia di lavoratori del polo pedemontano.
A fronte di questi dubbi, il ministro Urso ha cercato di rassicurare la delegazione della Regione richiamando l'impegno formale assunto da Stellantis nel mantenere attivi tutti gli stabilimenti italiani ed europei. Per sostenere il comparto in questa delicata transizione, il titolare del Mimit ha ricordato lo sblocco di oltre un miliardo e trecento milioni di euro destinati a ricerca, innovazione e potenziamento della filiera dell'automotive. Questa dote finanziaria, stando a quanto emerso dall'ultimo Consiglio dei ministri, verrà ulteriormente potenziata entro il mese di luglio per dare ossigeno alle aziende della componentistica.
Le rassicurazioni governative e i finanziamenti stanziati non sono bastati però a frenare l'apprensione della Regione Lazio, che ha scelto la linea del rigore e della rapidità. Il governatore Francesco Rocca ha espresso chiaramente il rifiuto di attendere passivamente la scadenza di dicembre, mese in cui Stellantis avrebbe pianificato la presentazione del piano specifico per Cassino. La strategia della giunta regionale punta a ottenere certezze immediate, sfruttando l'imminente audizione dell'amministratore delegato Antonio Filosa alla Camera dei deputati a metà giugno e il successivo tavolo nazionale dell'automotive convocato al Mimit a metà luglio.
La vera novità emersa dal colloquio romano è l'apertura a uno scenario internazionale per salvaguardare il territorio. Il ministro Urso si è infatti impegnato a promuovere a strettissimo giro un incontro che coinvolga non solo i vertici di Stellantis, ma anche potenziali investitori cinesi interessati a insediarsi in Italia. Questa mossa punta a creare nuove sinergie industriali per blindare l'occupazione nel caso in cui il Gruppo franco-italiano non dovesse garantire i volumi necessari.
Per tradurre le parole in azioni e cementare un fronte comune con il territorio, il presidente Rocca domani sarà a Cassino per incontrare i sindacati e una delegazione di operai proprio davanti ai cancelli dello stabilimento. Un segnale politico forte per dimostrare che le istituzioni locali sono pronte a dare battaglia pur di difendere il tessuto economico di un intero distretto industriale.
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