Cronaca - Comunità in lacrime per il diciassettenne scomparso nel sonno. Palloncini, striscioni e il lutto cittadino per salutare il giovane calciatore e allenatore dell'Itis Majorana
La morte di un ragazzo di diciassette anni porta con sé un genere di silenzio che le parole faticano a descrivere, un vuoto che si respira tra i corridoi dell'Itis Majorana dove il suo banco è rimasto improvvisamente scoperto, o nella penombra di una camera dove un pallone ha smesso di rimbalzare.
Belmonte Castello si è svegliata così, sospesa in un tempo che per Alessandro Merucci si è fermato nella notte dello scorso 4 maggio. Non ci sono colpe, non ci sono risposte nei verbali dell'autopsia che parla di cause naturali; resta solo la vertigine di una giovinezza interrotta nel sonno.
Per salutarlo, la comunità ha compiuto una scelta di straziante bellezza, decidendo di non rinchiudere il dolore dentro le mura di una chiesa, ma di lasciarlo dilatare sul manto erboso del campo sportivo. In quel rettangolo verde che per Alessandro era casa, laboratorio di sogni come calciatore e spazio di responsabilità come giovane allenatore, si è radunata una folla immensa, una marea umana giunta da ogni angolo del circondario.
Il sindaco Carlo Medagli ha dato veste ufficiale allo smarrimento di tutti proclamando il lutto cittadino, mentre la cerimonia, guidata da don Angelo, veniva accompagnata da un pianto collettivo che ha unito generazioni diverse.
Lì, dove di solito si corre e si urla per un gol, i professori e i compagni di scuola si sono stretti attorno alla famiglia in un abbraccio immobile, portando la testimonianza di una presenza vitale che ha segnato la vita dell'istituto. Accanto a loro si è schierato, compatto e fiero, il mondo del calcio locale.
C'erano i tifosi e gli ultras del Cassino Calcio, ragazzi e adulti che con Alessandro condividevano la stessa febbre sportiva e che hanno voluto tributargli un ultimo omaggio, lo stesso impresso a caratteri cubitali sullo striscione teso nell'isola pedonale di Cassino, dove si legge che il campione ha lasciato troppo presto la sua passione. Quando la cerimonia si è conclusa, sul campo è rimasta l'eco di una promessa implicita: quella di un intero territorio che non permetterà al ricordo di Alessandro di sbiadire.
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