Scuola e Università - Grazie alla battaglia di Primavera Studentesca e al dialogo con DiSCo Lazio, gli universitari dell'UNICAS avranno finalmente la libertà di scegliere tra il servizio e la monetizzazione. L'orgoglio dei rappresentanti, in prima linea da sempre
Una battaglia silenziosa, fatta di scartoffie, mobilitazioni e un dialogo continuo con le istituzioni. Oggi, finalmente, diventa realtà: gli studenti dell'Università di Cassino non saranno più obbligati a vedersi sottrarre automaticamente 600 euro dalla borsa di studio per il servizio mensa.
Grazie al lavoro costante dell'associazione Primavera Studentesca e al confronto costruttivo con il Presidente dell'ente regionale DiSCo Lazio, Simone Foglio, gli universitari di Cassino avranno finalmente il diritto di scegliere se usufruire del servizio o monetizzare la cifra.
"Questa non è una semplice promessa elettorale mantenuta, è la dimostrazione che quando si lavora con serietà e visione i risultati arrivano" afferma Michela Cardillo Stagno, Senatrice Accademica, "Durante la scorsa campagna elettorale avevo sollevato con forza e determinazione questa criticità."
Sottolineando poi l'importnanza dell'ascolto e della costanza: "aver portato questa istanza dentro gli organi di competenza di disco lazio e averla trasformata in realtà è la prova che la rappresentanza di Primavera Studentesca incide concretamente sulla vita della comunità universitaria."
La tematica, infatti, riguarda tutti quegli studenti che hanno subito forzatamente la trattenuta di 600 euro per un servizio non sempre accessibile: questo è stato riportato da Francesca Capitanio, Consigliera di Amministrazione, all’interno della IX Commissione consiliare permanente “Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità,istruzione, diritto allo studio.
"Non era più tollerabile che le nostre studentesse e i nostri studenti fossero costretti a subire la trattenuta, portare questa istanza direttamente in Regione è stato fondamentale per scardinare un automatismo burocratico penalizzante. Oggi restituiamo dignità, rispetto e, soprattutto, libertà di scelta a centinaia di studenti" dichiara.
Una svolta importante, come sottolineato dal presidente dell'associazione studentesca Antonio Rossi "Come Primavera Studentesca abbiamo portato avanti un confronto continuo con le istituzioni, evidenziando non solo il problema della mensa, ma anche la qualità dei pasti e la gestione delle residenze e c'è la necessità assoluta di avere più studentati per aumentare la capienza e accogliere gli studenti."
Gli studenti hanno poi sottolieneato come da parte dei vertici dell'ente Lazio DiSCo ci sia stato massimo ascolto e massima disponibilità ad un confronto costruttivo Da
parte del Presidente di DiSCo Lazio, Simone Foglio, c’è stato il massimo ascolto e un confronto costruttivo.
Un ruolo chiave nella trattativa tecnica è stato giocato nella Consulta Regionale, dove Del Signore ha fatto valere le ragioni del territorio: "ho espresso fin da subito il mio totale e netto dissenso verso una eventuale scelta del bando che escludesse, ancora una volta, la nostra terra dalla monetizzazione. Mi sono battuto non solo per UNICAS,
ma per tutte le sedi periferiche che, esattamente come Cassino, sono state profondamente penalizzate da questo sistema in questi anni. "
I rappresentanti hanno così evidenziato come la monetizzazione sia l'unica strada valida, che riconosca giustizia a tutti qurìegli studenti che, impossibilitati, non usufruiscono della mensa,considerando che alcune sedi sono sprovviste dei locali adibiti al servizio. "Oggi, grazie a Primavera Studentesca, l'ingiustizia è sanata: anche gli studenti di UNICAS possono finalmente scegliere" conclude Giovanni Del Signore.
Ter. Fr.
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