"Serve il fattore pressione contro l'effetto cumulativo degli impianti"

Cassinate - Piano Rifiuti Lazio, scatta la protesta. I cittadini di Roccasecca e San Giovanni Incarico presentano le osservazioni alla Regione indicando lo studio del Politecnico di Torino: quarantacinque comuni idonei per un sito alternativo a quello di Cerreto

"Serve il fattore pressione contro l'effetto cumulativo degli impianti"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 16-06-2026 18:21 - Tempo di lettura 3 minuti

La gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio si trova a un passaggio cruciale e il sud della provincia di Frosinone fa sentire la propria voce. In occasione dell'adozione della Proposta di Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2026-2031, tre cittadini del comprensorio, Fabrizio Di Cioccio e Danilo Chiappini di Roccasecca insieme a Rocco Renzi di San Giovanni Incarico, hanno presentato ufficialmente un corposo documento di osservazioni indirizzato alla Regione Lazio.

L'obiettivo dell'iniziativa, che si inserisce nella fase di consultazione pubblica per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), è quello di sollecitare un riequilibrio territoriale che metta fine alla storica e massiccia concentrazione di impianti nell'area.

I firmatari pongono l'accento su una grave carenza riscontrata nelle oltre 1500 pagine della proposta regionale, ovvero la totale assenza del cosiddetto "Fattore Pressione Discariche". Questo criterio, già adottato responsabilmente da altre regioni italiane e supportato dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale e del TAR, stabilisce una soglia volumetrica oltre la quale non è possibile autorizzare nuovi impianti o ampliamenti in zone già fortemente saturate.

Nel caso del comprensorio di Roccasecca e Colfelice, infatti, non si parla di strutture isolate ma di un vero e proprio polo integrato in cui coesistono a breve distanza la discarica di Cerreto, il TMB della SAF e il biodigestore della MAD. Secondo i promotori delle osservazioni, l'attivazione del temuto quinto bacino della discarica di Cerreto aggraverebbe ulteriormente un effetto cumulativo già pesante, con ripercussioni negative sul piano igienico-sanitario e ambientale ampiamente monitorate dagli studi epidemiologici della rete ERAS Lazio.

A supporto di una localizzazione alternativa e più equa, il documento richiama un importante adempimento già formalizzato dalla stessa Provincia di Frosinone. L'amministrazione provinciale ha infatti incaricato il Politecnico di Torino di redigere uno studio geomorfologico volto a individuare nuovi siti idonei per lo smaltimento, escludendo i territori attigui a Roccasecca. I risultati della ricerca scientifica hanno evidenziato che ben quarantacinque comuni della provincia ciociara possiedono aree potenzialmente idonee e presentano fattori di attenzione progettuale adatti a ospitare un invaso alternativo.

Le aree territoriali interessate rientrano, infatti, nei comuni di: Paliano, Acuto, Fiuggi, Torre Cajetani, Guarcino, Trivigliano, Fumone, Vico nel Lazio, Supino, Patrica, Arnara, Veroli, Vallecorsa, Ripi, Strangolagalli, Boville, Monte San Giovanni Campano, Castelliri, Isola del Liri, Arpino, Sora, Broccostella, Arce, Rocca d'Arce, Santopadre, Falvaterra, Pastena, San Giovanni Incarico, Pico, Colle San Magno, Piedimonte San Germano, Acquino, Villa Santa Lucia, Esperia, Ausonia, Coreno Ausonio, San'Andrea sul Garigliano, Sant'Ambrogio sul Garigliano, Sant'Apollinare, Vallemaio, San Giorgio a Liri, Cassino, Cervaro, Vallerotonda e Sant'Elia Fiumerapido.

Alla luce di questi dati, i cittadini firmatari hanno espresso un pressante sollecito agli organismi regionali affinché venga sbloccato l'iter procedurale per l'individuazione della nuova discarica, una procedura attualmente ferma nei cassetti burocratici.

Per il territorio del frusinate, la ripresa e la conclusione di questo percorso rappresenta l'unica vera strada maestra per tutelare la salute pubblica, salvaguardare l'ambiente e chiudere definitivamente una stagione ultra-ventennale di eccessiva pressione ambientale sul comprensorio.





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