Politica - A cinque anni dal discusso avvio, che divise la città e finì a Striscia la Notizia, la segnaletica scompare e l'amministrazione archivia definitivamente il progetto. Il Consigliere Consales: "Esperienza non sarà ripresa, ma ora l'obiettivo è collegare i nuovi studentati con l'Università. Abbiamo già realizzato la pista che parte dalla stazione"
Sono passati esattamente cinque anni da quando, nel novembre del 2020, il nome di Cassino finì sulle cronache nazionali per la tanto discussa corsia ciclabile che proprio in quell’autunno prendeva il via. Un progetto nato sotto il segno della sperimentazione post-lockdown, pensato per spronare la mobilità green e salutare. Oggi, di quel tratto colorato che divise la città e infiammò il dibattito pubblico, non è rimasta praticamente più traccia: la vernice è sbiadita, gli spazi sono stati riconquistati dal traffico e la corsia ciclabile è divenuta, di fatto, un lontano ricordo.
Fortemente voluta dall'amministrazione Salera e realizzata in piena emergenza Covid, si configurava come una delle prime applicazioni del nuovo Codice della Strada che permetteva l'uso di "corsie ciclabili" non separate fisicamente, ma semplicemente delineate da segnaletica. Fin da subito, la sua presenza su arterie vitali del centro come Via Enrico De Nicola e Via Riccardo da San Germano scatenò il caos: i cittadini lamentarono la confusione normativa, il rischio per la sicurezza e i disagi al traffico veicolare.
Il culmine delle proteste arrivò tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre del 2020 con l'intervento di Striscia la Notizia. L'inviata del Tg satirico mise in luce le "bizzarrie” di un percorso che appariva ai più come maldestro e pericoloso, amplificando il senso di un progetto incompiuto e mal digerito dalla cittadinanza, in quanto in molti vedevano quella corsia più come un pericolo che come una vera opportunità per i ciclisti.
E infatti, nonostante il passare del tempo, la sperimentazione non è mai decollata veramente. I ciclisti l'hanno utilizzata poco, gli automobilisti l'hanno ignorata e l'amministrazione, forse anche stanca delle polemiche, ha lasciato che la corsia seguisse un destino di lento oblio. Oggi, a cinque anni dall'entusiasta avvio, la quasi totale scomparsa della segnaletica dipinge il ritratto di un fallimento, sebbene mitigato dalla sua natura puramente sperimentale.
A spiegarlo bene oggi è chi nel 2020 ha visto nascere quella corsia, ovvero il consigliere comunale Riccardo Consales, da sempre attivo sui temi della viabilità e dell'ambiente, che cinque anni fa insieme all’allora assessore ai Lavori Pubblici Francesco Carlino, si era speso per la realizzazione di quel progetto.
"Si trattava di una sperimentazione," dichiara Consales. "Il Governo durante il periodo del Covid aveva avviato questi progetti per spronare all'uso della bicicletta e per dare una risposta green alla mobilità urbana. Ma non sarà ripreso." Il consigliere, dunque, archivia definitivamente quel capitolo, ma non senza sottolineare come l'esperienza, seppur fallimentare, abbia portato a sviluppi successivi più concreti. "Nel frattempo, ovvero nel 2022 - spiega Consales, che ancora oggi riveste la carica di consigliere comunale - abbiamo realizzato una vera e propria pista ciclabile, delimitata con i cordoli, che collega la stazione ferroviaria al Campus Folcara dell'ateneo”.
Guardando al futuro, Consales ammette che il tema della mobilità alternativa a Cassino non è affatto chiuso, ma deve affrontare nuove sfide urbanistiche. "Faremo sicuramente qualche altra cosa perché il Governo ha finanziato vari studentati e molti si trovano al di fuori del centro urbano. Il tema da sviluppare è come collegare questi studentati con l'ateneo. Presto ci lavoreremo perché sicuramente ci sarà un problema di viabilità da risolvere e la mobilità alternativa giocherà un ruolo chiave".
In sintesi, la corsia ciclabile del 2020 resta la dimostrazione di come una buona intenzione si sia di fatto scontrata con la complessità del tessuto urbano e anche con una certa resistenza al cambiamento. Il suo fallimento, però, non ha spaventato l'amministrazione che ha perseguito, e intende ancora perseguire soluzioni più robuste e permanenti, come la pista ciclabile Campus-Stazione che a differenza della corsia è molto utilizzata e apprezzata dagli universitari, ma non solo.
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