Salera smentisce le offese a D'Alessandro: "Buffone? Forse si confonde con Abbruzzese"

Politica - Il primo cittadino di Cassino replica alla lettera aperta dell'ex sindaco: "Sinceramente spiace che debba egli rammaricarsi per via di quanto combinato dall’ amico Evangelista in consiglio comunale". E poi l'appello: "In questa città è giunto il momento di pacificazione"

Salera smentisce le offese a D'Alessandro: "Buffone? Forse si confonde con Abbruzzese"
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 06-11-2025 17:25 - Tempo di lettura 2 minuti

di Enzo Salera*

La frequentazione di non buone amicizie è cosa sconsigliabile. Lo è per tante ragioni, se non altro perché prima o poi ci fa “smarrire la retta via”, portandoci, insomma, fuori strada, per dirla con espressione più attuale. Questo lo sappiamo bene tutti. Tuttavia anche alle persone avvedute capita talvolta di disattendere tale saggio consiglio.

Per venire a noi, è, questo, anche il caso ultimo di Carlo Maria D’Alessandro, portato “fuori strada” da Franco Evangelista, il consigliere comunale “assai legato alla mia persona – scrive l’ex sindaco in una lettera aperta al giornale on-line LeggoCassino - vuoi per amicizia, vuoi per i trascorsi politici o per motivi legati alla mia professione”. 

Sinceramente spiace che debba ora egli rammaricarsi per via di quanto combinato dall’ “amico” Evangelista in consiglio comunale allorché, per fini di mera strumentalizzazione (cosa che in verità gli riesce bene) costui ha richiamato i termini “buffone” ed “incapace” da me, secondo lui, rivolti a D’Alessandro negli anni che furono.

Frutto di malevola fantasia o di uno stato confusionale? Probabilmente si è forse confuso con il suo, allora amico, Mario Abbruzzese che, in apertura di un consiglio comunale sulla sanità (si era nel luglio del 2020), fuori dal regolamento alzò modi e toni del dibattito arrivando addirittura a rivolgersi al sottoscritto, sindaco della sua città, con il termine di “buffone”, in spregio non tanto alla persona quanto alla istituzione rappresentata. In qualche occasione potrei aver detto “incapace”, ma è termine questo assai in voga, anche di questi tempi, nell’asprezza del dibattito politico. Un giudizio politico che, per quanto duro, resta appunto solo e soltanto “politico”.

Mi si attribuisce di aver aggiunto adesso a quelle due parole l’espressione “è anche poco”. Non ricordo di averla mai pronunciata, tantomeno tra “il compiaciuto silenzio di quei consiglieri comunali e sostenitori che hanno fatto parte della mia amministrazione”, come ha chiosato il mio ex collega. Mi viene da rilevare, invece, che tale silenzio sia da attribuire al fatto che quelle tre parole (“è pure poco”) non sono mai state da me pronunciate.

Venendo alle cose serie, il mio ex collega D’Alessandro, giunti ormai a quasi sette anni dalla fine della sua esperienza politica, affida il giudizio alla storia. E fa bene. Inoltre fa bene a ricordare (ed io concordo pienamente con lui) che in questa nostra città sia giunto il momento di pacificazione tra le varie “anime” che la compongono. “Amici” permettendo.  Sì, caro D’Alessandro, è questo “moralmente il compito principale di un sindaco”, come tu giustamente dici.

*Sindaco di Cassino





Articoli Correlati


cookie