La "quarantena" di Stellantis: lo stabilimento chiude per ferie. E per cassa integrazione

Economia - Il 2025 termina con più giorni di fermi produttivi, rispetto a quelli trascorsi sulle linee. I cancelli della fabbrica di Cassino chiuderanno dal 16 dicembre e, con molta probabilità, non riapriranno prima di fine gennaio. Un Natale povero per gli operai, l'ennesimo. Ma ora basta, la Uilm mette in guardia: "Questo territorio non sopporterà un altro anno di silenzi, rinvii e promesse mancate"

La "quarantena" di Stellantis: lo stabilimento chiude per ferie. E per cassa integrazione
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 11-12-2025 22:02 - Tempo di lettura 3 minuti

Il Segretario Provinciale della UILM, Gennaro D’Avino, denuncia con estrema fermezza l'ennesimo fermo produttivo annunciato per il 12 dicembre nello stabilimento Stellantis di Cassino, definendolo l'ennesimo schiaffo a migliaia di lavoratori che subiscono decisioni unilaterali e silenzi inaccettabili; oggi, i giorni di cassa integrazione superano quelli di lavoro, una vergogna industriale e sociale. Si prevede una lunga serrata che partirà dal 16 dicembre e proseguirà per circa 40 giorni, con i primi giorni di lavoro del 2026 previsti non prima della fine di gennaio.

I numeri evidenziano un rischio concreto di declino programmato: le vetture prodotte nel 2025 non raggiungeranno nemmeno quota 18.000 e le previsioni per il 2026 sui modelli Alfa Romeo sono catastrofiche, non oltre le 13.000 unità, dati che certificano l'emergenza per un territorio che non può permetterselo.

"A questa crisi produttiva -dice D'Avino -  si aggiunge l'insopportabile elemento delle continue chiacchiere, degli spot e degli annunci vuoti sulla possibile riconversione del sito, senza uno straccio di documento, piano o progetto concreto, alimentando solo illusioni e distogliendo l'attenzione dal tema centrale: la mancanza di un piano industriale serio. La UILM ribadisce che non si accontenterà di slogan e non getterà la spugna, ma difenderà Cassino perché qui c'è lavoro vero e un indotto enorme che tiene in piedi il tessuto sociale della provincia".

Viene ricordato l'impegno costante del sindacato, l'unico presente davanti ai cancelli dello stabilimento il 31 dicembre 2024 insieme al Segretario Generale Rocco Palombella, a dimostrazione che il lavoro non va in ferie. A pagare il prezzo di tutto ciò sono sempre i lavoratori e l’indotto, stretti in una morsa fatta di contratti non rinnovati, attività ridotte e chiusure imminenti, un gioco sul futuro di migliaia di famiglie. È il momento di richiamare tutti all’azione immediata, intervenire ora, non domani, e si chiede chiaramente che l'Europa faccia scelte coraggiose sul futuro dell’automotive.

La UILM denuncia l’assoluta mancanza di trasparenza da parte di Stellantis, senza date certe, piani credibili o garanzie, procedendo giorno per giorno mentre la crisi cresce. Si chiede un confronto immediato per ottenere garanzie reali sui tempi della ripartenza, un piano industriale concreto (non una collezione di slogan), tutele economiche rafforzate per i periodi di fermo e interventi urgenti per salvare un indotto prossimo al collasso. La vertenza Trasnova – Teknoservice – Logitech è la prova della mancanza di visione e responsabilità, dove la proroga di 4 mesi è stata conquistata solo con la mobilitazione.

Tra Stellantis e Trasnova è difficile distinguere chi abbia fatto più danni, le responsabilità sono evidenti e non saranno accettati altri scaricabarile, gli accordi vanno rispettati senza se e senza ma. Il Segretario chiude con una riflessione amara in vista del Natale: c’è chi aprirà regali e chi aprirà una busta paga che non permetterà né di farli né di riceverli, la realtà dei lavoratori di Cassino che nessuno può più ignorare; non si chiedono regali, ma lavoro, certezza e rispetto, servono decisioni rapide e concrete.

La UILM non starà a guardare, sarà nelle fabbriche, nelle piazze e ai tavoli istituzionali per difendere lavoro, diritti, salari e dignità, avvertendo che chi pensa di usare Cassino come stabilimento “a intermittenza” troverà un sindacato pronto a reagire con tutta la forza necessaria. Il tempo è scaduto, servono risposte vere, impegni scritti e decisioni che valgano, questo territorio non sopporterà un altro anno di silenzi, rinvii e promesse mancate.





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