Congresso Pd Frosinone, la farsa è finita: la 'Pace dei Cacicchi' sulle macerie del lavoro

Opinioni - Dopo 13 mesi di insulti, i proletari vanno con i nobili: nella Federazione provinciale c'è l'accordo tra i "padroni del vapore" e gli ex ribelli. A Cassino restano solo i dubbi del Sindaco Salera e il silenzio assordante di Stellantis che pochi minuti fa ha annunciato un nuovo fermo. Ma questo, com'è noto, non è un problema del Pd

Congresso Pd Frosinone, la farsa è finita: la 'Pace dei Cacicchi' sulle macerie del lavoro
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 14-01-2026 11:28 - Tempo di lettura 3 minuti

C’è un momento magico, nella vita di un dirigente del Partito Democratico, in cui il fango si trasforma in oro, l’usurpatore in statista e il "Palazzo" in una ridente comune hippy. Quel momento si chiama "accordo unitario". A Frosinone, dopo tredici mesi di una guerra civile combattuta a colpi di ricorsi, controricorsi, carte bollate e tesseramenti lievitati come panettoni a Natale, è scoppiata la pace. O meglio, è scoppiata l’amnesia.

Fino a ieri, il clima tra Achille Migliorelli (area De Angelis) e il segretario uscente Luca Fantini (area Battisti) era quello di un regolamento di conti a OK Corral. Migliorelli, solo pochi mesi fa, non andava tanto per il sottile. Diceva di Fantini e dei suoi: "Un segretario si deve porre una domanda se i giovani si allontanano e i circoli chiudono. Il Pd è diventato un partito di pochi e di fedeli. Loro rappresentano il Palazzo, sono nobili rinchiusi nei loro privilegi e quando noi proviamo a entrare, tentano di bloccarci".

Capito? Da una parte il "popolo" di Migliorelli, sporco, cattivo e proletario; dall'altra i "nobili" di Fantini, asserragliati tra velluti e champagne, intenti a sprangare le porte del circolo per non far entrare la plebe.

Poi, improvvisamente, la folgorazione sulla via della Casilina. I nobili hanno aperto le porte? I proletari hanno comprato la parrucca incipriata? Macché. Molto più banalmente, si sono guardati in faccia e hanno scoperto che la "conta" al congresso è una rottura di scatole che rischia di far contare davvero qualcuno. E allora via con la supercazzola prematurata con scappellamento a sinistra: "Viviamo una fase complessa... il quadro geopolitico instabile... la fragilità dell’Europa".

È fantastico. Per tredici mesi si sono presi a tessere in faccia, ma oggi scopriamo che il problema è il Mar Rosso e l'instabilità dell'euro. Non è un accordo per spartirsi le poltrone pariteticamente (Migliorelli segretario, Battisti presidente: come ammettono candidamente nella nota, parlando di "rappresentanza paritetica delle sensibilità"), no: è un atto di responsabilità verso l'Unione Europea. Commovente.

In questo idillio, però, qualcuno è rimasto col cerino in mano. Parliamo di Enzo Salera, il sindaco di Cassino. Uno che a maggio 2024 ruggiva: "Il prossimo segretario dovrà per forza tener conto del peso di Cassino". Per l’occasione aveva pure fatto pace con Francesco De Angelis, che nel 2022 aveva tentato di lanciare dalla torre non sottoscrivendo la sua candidatura alle elezioni Politiche. Scurdammoce o' passato, diceva la canzone. Peccato che il passato, nel PD, ritorni sempre sotto forma di conto da pagare. Salera voleva contare? Ora può contare i giorni che mancano alla prossima giravolta.

Sono le 11.30 del 14 gennaio: mentre noi scriviamo queste righe sui nostri eroi che festeggiano l'unità ritrovata, per il tramite di whatsapp riceviamo il 'bollettino di guerra' da Stellantis sui nuovi fermi. Il calendario del riavvio impianti somiglia a una tombola di sventura: domani si riparte, il 19 tutti fermi, il 23 è il Patrono, il 26 ancora fermi. Risultato? Gli operai torneranno a lavorare a pieno regime il 27 gennaio, dopo un mese e mezzo di stop che si somma ai cento giorni di chiusura del 2025.

Ne scriviamo solo per informare i lettori, sappiamo che questi non sono problemi del Pd: vuoi mettere il dramma di un operaio in cassa integrazione con l'ansia di Migliorelli e Fantini per la "fragilità dell’Europa"? Vogliamo mica distrarre i nuovi "compagni di viaggio" con quisquilie come il lavoro, la sanità a pezzi o le liste d’attesa infinite? Loro hanno missioni più alte: devono decidere chi siederà a capotavola nella prossima cena tra ex nemici. I "nobili" e i "proletari" hanno finalmente firmato il trattato di Versailles della Ciociaria. La guerra è finita, il PD è unito. Gli elettori, invece, sono già scappati. Ma almeno non disturbano il manovratore.





Articoli Correlati


cookie