Stellantis, Salera invita Landini alla manifestazione di Cassino. Intanto esplode il caso Atlas

Economia - Il Sindaco serra le fila con la CGIL nazionale mentre l'indotto di Piedimonte San Germano precipita nel caos: dopo il caso Trasnova, ecco anche la vertenza della società della pulizie con ottanta lavoratori senza stipendio. L'UGL invoca la ZES e la CNA schiera le piccole imprese in piazza. Tutti uniti contro il "cancro" della crisi che sta mettendo in ginocchio artigiani e tute blu

Stellantis, Salera invita Landini alla manifestazione di Cassino. Intanto esplode il caso Atlas
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 18-03-2026 17:46 - Tempo di lettura 3 minuti

Il fronte della mobilitazione per il polo industriale di Cassino si sposta nella Capitale in un pomeriggio di fitti contatti istituzionali. Il sindaco di Cassino, Enzo Salera, ha incontrato oggi pomeriggio a Roma il leader della CGIL, Maurizio Landini, a margine del confronto che sta vedendo impegnati sindaci e forze sociali per il loro percorso referendario. Durante il colloquio, Salera ha invitato ufficialmente Landini a partecipare alla manifestazione di venerdì, portando il peso della crisi del Lazio meridionale direttamente al centro del dibattito nazionale.

L'invito arriva in un momento di altissima tensione, dato che non sembra esserci pace per i servizi che ruotano attorno allo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano. Mentre la ferita della vertenza Trasnova-Logitech-Tecnoservice resta ancora aperta, con centinaia di lavoratori che rischiano il posto dal primo maggio per il mancato rinnovo dell’appalto sulla movimentazione auto, un nuovo fronte critico si è spalancato nell’indotto con la crisi della Atlas IFM. L’azienda incaricata delle pulizie civili e industriali ha bloccato i pagamenti, lasciando circa ottanta operai senza stipendio e portando alla proclamazione di uno sciopero a oltranza.

Secondo la lettura della Uilm, il blocco degli stipendi non sarebbe causato da una reale mancanza di liquidità, ma da un braccio di ferro strategico tra l'appaltatore e la committente Stellantis, una dinamica che vede i lavoratori finire ancora una volta tra l'incudine e il martello. Duro è stato l'intervento di Gennaro D’Avino, segretario provinciale della Uilm Frosinone, il quale ha denunciato come la pazienza sia ormai finita e non sia più tollerabile che le maestranze diventino ostaggi dei conti tra aziende.

Sulla stessa linea si è posto Luca De Zolt della Filcams CGIL, parlando di una scelta precisa di creare disagio alle persone per alzare la posta in gioco con la committenza e chiedendo un tavolo di crisi immediato alla Regione Lazio. Questa nuova tegola cade proprio alla vigilia della protesta territoriale di dopodomani, venerdì 20 marzo, quando Cassino si prepara a una mobilitazione che punta a superare le 12.000 presenze del 2011.

L'adesione è totale e trasversale: dai commercianti ai tifosi del Cassino Calcio, fino alla CNA di Frosinone che ha evidenziato come la crisi dell'automotive sia un cancro che divora non solo le tute blu, ma tutto l'artigianato locale.

Anche il fronte politico e il sindacalismo autonomo scaldano i motori in vista del corteo. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato la propria partecipazione puntando il dito contro lo squilibrio tra i sacrifici chiesti agli operai e i compensi milionari dei vertici del Lingotto. Dal canto suo, l'UGL Frosinone ha lanciato un monito durissimo attraverso il segretario Enzo Valente, definendo il momento attuale come un bivio drammatico per il Basso Lazio e tornando a chiedere con forza l'istituzione della Zona Economica Speciale come unico strumento reale per contrastare la desertificazione industriale. Il raduno di venerdì mattina, che partirà alle ore 9:00 da Piazza De Gasperis per giungere in Piazza Diaz, non sarà dunque solo una protesta sindacale, ma un grido corale di sopravvivenza per una provincia che non vuole rassegnarsi a un futuro di incertezza e cassa integrazione.





Articoli Correlati


cookie