Opinioni - Tra la "farsa" della riforma Delrio e il peso dei singoli leader: l’analisi di un voto che premia Righini e Quadrini, mentre il sistema allontana i cittadini dalle urne.
Chi vince e chi perde, la solita litania post elettorale. Le provinciali sono una elezione farsa nella quale i cittadini non votano mai, né per il Presidente della Provincia né per i Consiglieri, votano solo i Consiglieri comunali. La riforma Delrio non piace a nessuno, se ne discute da anni ma nessuno la cambia, è la stranezza della politica. La realtà è che la politica diventa sempre più allergica all’elettore e sempre di più in questi anni la democrazia si è ridotta fino a costringere l’elettore a disertare le urne.
Alle elezioni politiche siamo stati privati del voto di preferenza, alle provinciali ci hanno tolto totalmente il dritto di voto. Un sistema che favorisce le decisioni delle segreterie dei partiti, poi gli stessi partiti si lamentano per il calo degli elettori. Pur in questa farsa di elezione, ci sono alcuni vincitori indiscussi, che vanno ben oltre il significato del numero.
L’assessore regionale Righini è salito in cattedra ed ha dimostrato che se si lavora sul territorio i risultati vengono, non è un caso che il Consigliere da lui sostenuto sia stato il primo eletto in assoluto non potendo nemmeno contare su un bacino sostanzioso del proprio Comune. Il primo trionfatore indiscusso è stato l’ass Righini.
Poi Gianluca Quadrini che ancora una volta ha dimostrato che sul territorio c’è, esiste, nonostante le disavventure degli ultimi mesi. Ma anche Vacana è un vincitore che da civico ha dimostrato la stessa forza di Quadrini. Su Quadrini si apre una considerazione a parte perché essendo ancora un uomo di Forza Italia, anche Forza Italia avrebbe vinto eleggendo due Consiglieri provinciali e senza ricorrere al calcolo dei resti. Ma Forza Italia sarà in grado di non perdere una risorsa, pur anomala, come Quadrini? Dalle dichiarazioni Quadrini di sicuro sta nel centrodestra e non ha mai dichiarato di essere uscito da Forza Italia. Ci vorrebbe buon senso nel riaprire un dialogo troppo frettolosamente interrotto.
La Lega ha eletto due Consiglieri ma il secondo solo facendo ricorso ai resti, quindi rispetto alle passate elezioni ha perso qualcosa. Non vedo il PD come un partito che ha perso, il PD ha sempre governato la Regione Lazio negli ultimi 10 anni, e quella gestione calava anche sui territori, è chiaro che la mancanza del riferimento regionale ha indotto alcuni Sindaci e Consiglieri a votare verso il centrodestra e Righini lo dimostra.
Il Sindaco di Cassino ha avuto una buona affermazione personale numerica ma partiva da un nutrito numero di voti già nel proprio Consiglio comunale, senza non sarebbe nemmeno stato eletto. In questa elezione hanno vinto tutti, hanno perso solo gli elettori che hanno assistito passivamente a questa distorta interpretazione della democrazia
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