Scacco alla Provincia: la mossa della Lega che blinda Di Stefano e ridisegna i confini della Ciociaria

Opinioni - L'ingresso di Lino Caschera nella maggioranza a Sora è il primo passo di una raffinata strategia del Carroccio: anticipare gli alleati, isolare Forza Italia e costruire l'asse trasversale per la riconferma di Di Stefano a Palazzo Iacobucci

Scacco alla Provincia: la mossa della Lega che blinda Di Stefano e ridisegna i confini della Ciociaria
di autore Lello Valente - Pubblicato: 31-03-2026 19:48 - Tempo di lettura 3 minuti

L’accantonamento del re è il preludio allo scacco matto. La lega ha costruito il percorso con una strategia raffinata, vedremo presto se la mossa porterà allo scacco matto, i segnali positivi al momento ci sono tutti. Il primo passo è stato quello di far confluire il Consigliere di opposizione a Sora nella maggioranza del Sindaco DI Stefano, e Lino Caschera non è l’ultimo arrivato nella Lega, e non è uno che si muove in solitaria. Si dà il caso che Di Stefano non solo sia il sindaco di Sora ma anche il Presidente della Provincia, e si dà il caso che fra non molto bisognerà votare per eleggere il nuovo presidente della provincia. E Caschera annuncia non a caso che Di Stefano potrebbe essere riconfermato in quella carica.

Con astuzia la Lega ha giocato in largo anticipo con soli due Consiglieri provinciali eletti, anche Forza Italia ne avrebbe due sempre che qualcuno riesca a riaprire i colloqui con Gianluca Quadrini, ma non è il numero che conta è la capacità strategica saper muovere le pedine al momento giusto.

Cosa significa il passaggio di Caschera con Di Stefano e cosa significa il sostegno alle prossime elezioni per il rinnovo del Presidente della Provincia, una serie di significati non di poco conto? 

La lega esce allo scoperto per prima accreditandosi presso Di Stefano come il primo partito ad uscire allo scoperto nel sostenere la sua candidatura anticipando altri partiti che nel prossimo futuro saranno costretti alla stessa mossa pena la sconfitta o l’isolamento; riconferma l’asse di San Giorgio a Liri, Lega e PD, hanno i medesimi interessi nel sostenere Di Stefano e sbarrare la strada allo scomodo Salera per non concedergli un palcoscenico provinciale non gradito a nessuno; un regalo al PD e sottrarre dall’imbarazzo di dover dire di no ad una propria candidatura di bandiera con il rischio di perdere proprio con il Consigliere provinciale più votato del PD.

Di Stefano è stato in passato il candidato del PD, ha governato in sintonia, e come potrebbe oggi il PD con il quale governa la città di Sora non confermargli il sostegno? Ha evidenziato la povertà di strategia nell’altra parte del centrodestra alla affannosa ricerca di un candidato di bandiera che non ha, ne ha anticipato le mosse assicurandosi il posto alla destra di Di Stefano. Fratelli d’Italia avendo avuto un ottimo successo potrà sempre aggregarsi a Di Stefano avendo governato con lui negli ultimi due anni, rimane il problema di Forza Italia che sembra essere stata messa ai margini al Comune di Frosinone, al Comune di San Giorgio a Liri ed adesso in Provincia. In realtà Forza Italia ha deciso di non recitare alcun ruolo in Ciociaria avendo ottenuto la Presidenza della Provincia di Latina.

La mossa della Lega ha chiuso anche la partita per le prossime elezioni amministrative di Sora, con Forza Italia che ha perso i propri Consiglieri eletti, con la Lega che si è posizionata a sostegno di Di Stefano con un pezzo di Fratelli d’Italia che non vedrebbe negativo un accordo con l’attuale sindaco.

La partita per l’elezione del Presidente della Provincia è ancora in corsa, per fare scacco matto c’è la necessità che anche Fratelli d’Italia sostenga la candidatura di Di Stefano, in caso contrario si potrebbero riaprire i giochi con in panchina già pronto per l’entrata in campo del civico di centrosinistra Caperna che governa il Comune di Veroli. 

Intrecci da superare non sono pochi, a Veroli Forza Italia ha fatto campagna elettorale contro Caperna, mentre Di Stefano alle passate elezioni europee ha sostenuto un candidato del Governatore Rocca. Poi c’è una consistente parte del PD che non voterebbe mai per una presidenza Salera. Gli intrecci sono molteplici, la Lega ha fatto la prima mossa, vediamo chi sarà in grado di fare la seconda mossa per bloccare lo scacco matto.





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