Scritte omofobe e naziste sugli Horti di Porta Paldi, Del Greco: "Mentalità inaccettabile"

Politica - L'esponente della Lega di Cassino ammette: "Forse abbiamo sbagliato anche noi, magari tutto questo è frutto di un grande equivoco generazionale: è nostro compito far comprendere che anche una semplice frase o un simbolo può racchiudere concetti e immagini che non ci appartengono"

Scritte omofobe e naziste sugli Horti di Porta Paldi, Del Greco: "Mentalità inaccettabile"
di autore Francesco Margiotta - Pubblicato: 26-03-2026 15:43 - Tempo di lettura 3 minuti

Il fango dell'odio imbratta la rinascita di Cassino. Gli Horti di Porta Paldi, l'oasi verde curata dall'associazione Eqo, sono stati violati da scritte omofobe, croci celtiche e apologia del fascismo. Un attacco che colpisce un presidio di inclusione proprio alla vigilia delle visite didattiche per le scuole. Sull’episodio interviene con una riflessione amara e profonda Ivan Del Greco, esponente della Lega Cassino, che analizza il gesto andando oltre la superficie del puro atto vandalico.

"È triste dover giudicare quella che potrebbe essere considerata una bravata senza soffermarsi sulla natura della bravata stessa e, soprattutto, sui contenuti. Siamo ormai abituati a mura imbrattate e frasi di dubbio gusto, ma quelle scritte sono qualcosa di più di frasi buttate lì a casaccio. Sono ferite frutto di una mentalità inaccettabile, di un'idea che oggi non deve esistere più" - ha commentato Del Greco.

L'esponente leghista punta il dito sulla gravità dei messaggi lasciati dagli ignoti vandali: "Frasi omofobiche, croci celtiche e quant'altro implicano, nella migliore delle ipotesi, un atteggiamento superficiale e istintivo, e nessuna valutazione delle conseguenze che anche una mera frase può produrre. E se anche fossero scritte buttate lì a caso, questo non renderebbe la cosa meno amara ma parimenti preoccupante".

Infine, Del Greco solleva un dubbio che suona come una chiamata alla responsabilità per l'intera comunità e per la classe politica: "Forse abbiamo sbagliato pure noi, magari tutto questo è frutto di un grande equivoco generazionale; e allora a tutti noi spetta il compito di far comprendere che anche una semplice frase o un simbolo può andare oltre il fatto in sé e racchiudere concetti e immagini che non ci appartengono"

Mentre la politica condanna, la Polizia Municipale è già al lavoro sulle immagini della videosorveglianza. Gli autori del gesto rischiano accuse pesanti, dall'imbrattamento di beni storici all'istigazione all'odio razziale e discriminatorio.





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