Il Liceo Scientifico "G.Pellecchia" di Cassino si distingue anche per il sociale

Scuola e Università - Al "Pellecchia” grande successo per il progetto solidale dell’AIRC “Cancro io ti Boccio”

Il Liceo Scientifico "G.Pellecchia" di Cassino si distingue anche per il sociale
di autore Francesca Messina - Pubblicato: 28-01-2026 15:04 - Tempo di lettura 2 minuti

Il Liceo Scientifico “G. Pellecchia”, per impulso delle docenti Maria Rosaria Grossi e Barbara Pellegrini, alla guida delle classi 3^E e 3^F, ha aderito al progetto promosso dall’AIRC e rivolto alle scuole “Cancro io ti Boccio”.

“Cancro io ti Boccio” -  spiega il dirigente scolastico, Salvatore Salzillo - si identifica in un progetto di cittadinanza attiva, attraverso cui i nostri studenti fanno esperienza diretta di volontariato, distribuendo i prodotti solidali dell’AIRC, allo scopo di raccogliere fondi destinati a finanziare la ricerca scientifica sul cancro. Ho accolto, pertanto, con molto piacere la proposta di aderire all’iniziativa, perché la nostra scuola, accanto a un assolvimento dei “doveri didattici”, cura e coltiva ogni aspetto della vita quotidiana degli studenti.

La dimensione dell’impegno solidale, infatti, concorre prioritariamente allo sviluppo integrale della personalità di ciascuno studente e fa emergere il senso di responsabilità che connette tutti i soggetti della società civile in un rapporto di reciprocità, in cui ognuno è in grado di contribuire, seppur nel proprio piccolo, consapevolmente o meno, al benessere dell’altro e al progresso collettivo. Se parliamo poi di impegno consapevole nell’ambito della ricerca scientifica, la portata delle nostre azioni, della nostra sensibilità, assume un rilievo ben più ampio, ci attribuisce una vera e propria missione, che ha come obiettivo il miglioramento della qualità e dello stile di vita dell’intera umanità.

E questa è stata la missione di cui il Liceo “Pellecchia” si è fatto carico lo scorso 23 gennaio, quando gli studenti, correttamente motivati, hanno realizzato un’efficace campagna di sensibilizzazione trasversale a tutte le componenti della nostra scuola, in quella sinergia di intenti e di condivisione di risorse umane e intellettuali, portando, come sempre, a risultati che non possono non rendere orgogliosi”.

“Durante tutta la mattina, l’atrio - continua il preside -  è stato un andirivieni vivace, uno scambio di sorrisi e riflessioni, un fenomeno che si è evoluto nel corso del suo stesso svolgimento, dal momento che non solo sono stati evasi tutti gli ordini raccolti nei giorni precedenti, ma addirittura i prodotti messi a disposizione non sono stati sufficienti a soddisfare le richieste di tutti coloro che avrebbero acquistato un articolo solidale.

Come ultima riflessione, infatti, ritengo, che non si sia fatto caso se si potesse preferire di acquistare una reticella di arance piuttosto che un vasetto di miele o un barattolo di marmellata, l’importante era dare il proprio contributo, qualsiasi fosse il prodotto disponibile e, da Dirigente Scolastico, non si può che raccogliere la soddisfazione della partecipazione e del coinvolgimento che il progetto ha ottenuto. Questo è il vero successo, che si basa sui numeri, ma in questo caso la quantità non rappresenta il risultato di una buona strategia di persuasione, bensì l’espressione diretta del valore umano di chi lo ha reso possibile, in un equilibrio di pari pregio tra promotori e destinatari”.





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