Memoria, territorio e comunità: Coreno Ausonio celebra l'82° Anniversario della Liberazione

Cultura - L'Amministrazione comunale e le associazioni locali unite nelle iniziative civili e culturali. Il Sindaco Costanzo: "Custodiamo un patrimonio di valori che educa i giovani"

Memoria, territorio e comunità: Coreno Ausonio celebra l'82° Anniversario della Liberazione
di Redazione - Pubblicato: 22-05-2026 07:59 - Tempo di lettura 2 minuti

In occasione dell’82° Anniversario della Liberazione di Coreno Ausonio e del 33° Anniversario del Passaggio della Guerra, l’Amministrazione comunale, insieme alle associazioni del territorio, ha promosso e patrocinato un programma di iniziative civili, culturali e commemorative volte a rinnovare il legame della comunità con la propria storia e con i valori fondativi della pace e della libertà.

Le celebrazioni si sono articolate in più giornate, con momenti di partecipazione popolare, approfondimento storico e raccoglimento collettivo: dal trekking ecostorico sui luoghi delle battaglie del 1944, alle visite gratuite al Museo Linea Gustav, scoprimento della targa sui luoghi d’eccidio delle due giovani corenesi, fino alla cerimonia al Monumento della Pace e alla tradizionale Marcia per la Pace.

Un programma che unisce memoria, territorio e comunità : Le giornate commemorative hanno visto la collaborazione di numerose realtà associative, tra cui la Pro Loco di Coreno, l'ANCR di Coreno, l’Associazione Linea Gustav, Co.S.Mo.S. ODV, ANVVFC sez. Coreno e le realtà culturali e civiche del territorio. Particolarmente significativo lo scoprimento della targa in marmo dedicata alle due giovani donne uccise durante la Seconda Guerra Mondiale: un gesto di giustizia simbolica e di restituzione della memoria a chi non ha avuto voce.

In zona Candole, infatti si è inaugurata una targa in Perlato Coreno – in collaborazione con le famiglie delle giovani - in memoria di Maria Di Bello e Maddalena Parente che nel 1944 , a 15 e 28 anni,che lì poco distante trovarono la morte per mano di un soldato tedesco. Grande emozione da parte dei tanti nipoti e familiari presenti alle 17 di sabato 16 maggio per ricordare, per rivolgere dei fiori colorati alla memoria delle giovani con l'intervento di Tonino Di Bello a ricostruire gli eventi e gli interventi di Alessandro Parente, Silvia Di bello, Mario Parente, lo storico Erasmo Di vito e il Sindaco Costanzo.

Domenica 17 maggio dopo la deposizione delle corone d’alloro ai Monumenti ai Caduti di tutte le guerre in piazza Umberto 1°, è partita la Marcia della Pace , nata nel 1994, rappresenta da oltre trent’anni uno dei momenti più autentici e partecipati della nostra comunità. Il suo percorso – dalla Piazza Umberto I fino al Monumento per la Pace sul colle di Marinaranne – non è soltanto un tragitto fisico, ma un cammino simbolico che unisce memoria, responsabilità e speranza: cittadini, famiglie, associazioni e giovani percorrono insieme quella strada che, nel silenzio e nella condivisione, diventa un ponte tra le generazioni. È un gesto semplice, ma potente: un paese intero che sceglie di camminare unito per ricordare le sofferenze della guerra e per riaffermare il valore irrinunciabile della pace.

Alle 11 la Santa Messa officiata da Don Andrea Zdanuk, in ricordo dei 173 morti e dispersi civili e militari di Coreno, ha rappresentato il momento più intenso e raccolto delle celebrazioni, seguito dagli interventi istituzionali sul Passaggio della Guerra: Il Sindaco Costanzo, il Sindaco del consiglio dei ragazzi Michele Mancini, l’intervento di Tonino Ruggiero della associazione Penelope in ricordo di zio Peppuccio scomparso 16 anni fa, di Enzo Meta della ANCR sezione di Frosinone, di Luca Fardelli assessore Provinciale. Ad impreziosire in musica gli eventi, la cantante anglo polacca, Katy Carr che dopo l’inno nazionale, ha regalato ai presenti “Czerwone Maki na Monte Cassino” (in italiano: “I papaveri rossi a Montecassino”) uno dei brani più celebri della memoria polacca sulla Seconda Guerra Mondiale.

«Ogni anno – afferma il Sindaco Simone Costanzo – la nostra comunità rinnova un impegno che non è soltanto memoria, ma responsabilità. Ricordare la Liberazione di Coreno significa riconoscere il sacrificio di chi ha pagato con la vita la violenza della guerra e, allo stesso tempo, custodire un patrimonio di valori che ci guida ancora oggi: la dignità umana, la libertà, la solidarietà tra le generazioni.

Le iniziative di questi giorni non sono semplici celebrazioni, ma un percorso condiviso dal 1994 che coinvolge cittadini, associazioni, scuole e volontari. È grazie al loro impegno costante che Coreno continua a essere una comunità vigile, consapevole e capace di trasformare la memoria in azione civica. A loro va il mio più sincero ringraziamento. Ricordare significa anche educare: ai più giovani dobbiamo consegnare una storia che non appartiene al passato, ma che continua a parlare al presente. La pace non è mai un traguardo acquisito, ma un cammino che richiede cura quotidiana, dialogo e partecipazione. Coreno, ancora una volta, ha dimostrato di saperlo percorrere insieme».


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