Cronaca - I giudici di Roma convalidano quasi integralmente il verdetto di Cassino del 2024. Due proscioglimenti per prescrizione e lievi sconti di pena all'ex sindaco della città martire, Bruno Scittarelli, e ad altri imputati. Ora scatta il ricorso in Cassazione
L’impianto accusatorio della Procura sul business della gestione dei fondi per l'accoglienza dei migranti supera quasi intatto il vaglio del secondo grado di giudizio. Si è chiuso oggi a Roma il processo d'Appello nato dalla complessa inchiesta denominata “Welcome to Italy”, incentrata sulle anomalie contabili e sui flussi illeciti di denaro pubblico erogato dalle Prefetture.
Il collegio giudicante della Capitale ha letto il dispositivo della sentenza, convalidando nella sostanza il verdetto emesso in primo grado dal Tribunale di Cassino nel 2024. I giudici di secondo grado hanno riconosciuto la solidità del quadro probatorio. Il trascorrere del tempo ha però determinato la prescrizione di alcuni capi d'imputazione secondari, traducendosi in una contrazione marginale delle condanne per alcuni dei principali protagonisti della vicenda. Tra questi, l’ex sindaco di Cassino, Bruno Scittarelli, la cui pena scende a 4 anni e 6 mesi di reclusione (rispetto ai 4 anni e 10 mesi del primo grado). Una riduzione di un solo mese è stata concessa anche all’ex consigliere comunale Francesco Mosillo, condannato a 3 anni e 5 mesi.
Limature simili hanno interessato anche Paolo Aristipini (4 anni e 5 mesi), Lucio Secondino (3 anni e 4 mesi), Luca Imondi (2 anni e 2 mesi) e Katia Risi (2 anni e 1 mese).
Per molti altri imputati, invece, i giudici capitolini non hanno concesso alcuno sconto, blindando i verdetti precedenti. È il caso dell'ex presidente del Consiglio comunale di Cassino, Dino Secondino (2 anni e 8 mesi) e dell'ex primo cittadino di San Giorgio a Liri, Modesto Della Rosa (3 anni e 4 mesi). La stessa totale conferma della sanzione di primo grado ha riguardato le posizioni di Michele Murante, Massimiliano Murante, Alessandro Pieroncini, Salvatore Maddonni, Giuseppe D’Errico, Giuseppe Di Pilla e Michele De Rosa.
La forbice della prescrizione ha invece cancellato del tutto le pendenze penali per due posizioni: Simone Di Nallo e Martino Valiante hanno visto dichiarare l'estinzione totale dei reati contestati e l'annullamento di qualsiasi sanzione a loro carico. Escono in via definitiva dal perimetro del processo anche Daniele Scittarelli, Daniele Quadrini, Lucia Risi, Angelo Marrocco e Ornella Romanelli, per i quali è rimasta ferma la sentenza di piena assoluzione già pronunciata nel 2024 dal Tribunale di Cassino.
I collegi difensivi hanno espresso profonda insoddisfazione per l'esito del giudizio, pertanto gli avvocati hanno già formalizzato l'intenzione di ricorrere alla Suprema Corte di Cassazione, rimandando la parola definitiva al terzo e ultimo grado di giudizio.
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