Cronaca - Eseguito il decreto del giudice sulla prima storica rivendita di frutta. In campo Polizia Locale, Polizia di Stato, Reparto Celere e Carabinieri. Salera al vetriolo: " La cosa che mi lascia sconcertato è che ci sono voluti ben 10 anni per dare esecutività ad un'ordinanza". Nei prossimi giorni saranno abbattute altre tre strutture. Tutti i dettagli
Si chiude una vicenda durata giusto 10 anni. Questa mattina, la polizia locale del comune di Cassino, coadiuvata dalla polizia di Stato di Frosinone, dal reparto Celere di Roma e dai carabinieri della compagnia della Città Martire, hanno dato esecuzione ad un decreto del giudice per la demolizione della prima "baracca" in zona Colosseo per la rivendita di frutta e prodotti stagionali.
La vicenda inizia a febbraio 2016, quando l'allora sindaco della città, Giuseppe Golini Petrarcone, firma un'ordinanza di abbattimento delle baracche che, altro non sono che rivendite di prodotti della terra, ma costruite su terreno pubblico. In particolare, la baracca demolita questa mattina, occupava una piccola piazza realizzata dal comune di Cassino. Da 10 anni ad oggi, è stato un braccio di ferro tra i proprietari di queste rivendite, ed il comune, e diverse volte era stata rinviata la demolizione proprio per le istanze dei possessori di queste strutture.
Nel 2017 nuovo sequestro, questa volta da parte della Questura di Frosinone. Si arriva al 2023, quando la polizia locale della Citta Martire, rinnova l'invito a demolire ai proprietari, un invito che rimane inascoltato pertanto si procede a nuovo sequestro. I manufatti, ovvero le baracche, rimangono sequestrate e quindi al loro posto, fino ad arrivare ad oggi, dove è rimasto inascoltato anche l'invito del legale di uno dei proprietari che,aveva annunciato un ricorso urgente alla magistratura.
La decisione, è scaturita dopo una riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza di Frosinone tenutasi qualche mese fa, con la disposizione di abbattimento arrivato sulla scrivania del sindaco Enzo Salera, nel tardo pomeriggio di sabato scorso.
"Abbiamo più volte invitato i proprietari ad adempiere" esordisce il primo cittadino trafelato per la l'intesa mattinata - alla fine - prosegue - abbiamo dovuto reperire i fondi e incaricare una ditta specializzata coadiuvata dai nostri operai per poter procedere all'abbattimento. La cosa che mi lascia sconcertato - aggiunge - è che ci sono voluti ben 10 anni per dare esecutività ad un'ordinanza".
Oggi è stato il primo episodio, nei prossimi giorni comune e forze dell'ordine proseguiranno nell'abbattimento di altre tre baracche. Immane il lavoro della polizia locale che, anche nel pomeriggio ha dovuto coniugare viabilità e lavori di abbattimento, sotto il sole cocente.
Già, le baracche, o come le chiamano i cassinati le "barracche" con due R. Esistono a Cassino praticamente da sempre, ce n'era una a via Molise, un'altra era sul V ponte: le prime baracche, videro la luce subito dopo il bombardamento della città, viene difficile pensarlo ma, le prime baracche adattate alla vendita di frutta, verdura ed altri generi alimentari, sorsero davanti alla Madonnina su corso della Repubblica, poi con l'espandersi dell'urbanizzazione, finirono in zona Colosseo.
La baracca non era solo una rivendita, era casa, era uno stile di vita, era la baracca che scandiva le giornate di tanti cassinati. Ma "dura lex sed lex" ed allora via le baracche, per la gioia di chi le riteneva un obbrobrio per una città moderna, e per il dispiacere di chi invece le avrebbe volute tenere, magari ripensando ad una Cassino che non esiste più. [CLICCA QUI E GUARDA IL VIDEO]
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