Politica - Dal coordinatore della Lega all'esponente dell'opposizione extraconsiliare Paola Polidoro passando per i consiglieri di minoranza Incagnoli, Di Mambro, Evangelista e Sebastianelli tutti chiedono di attendere gli esiti degli accertamenti tecnici e rispondono a quanto detto dal sindaco di Cassino Enzo Salera. Marrone: "Se sapevate tutto questo, perché non siete andati fino in fondo con la risoluzione del contratto?"
Non si placa il confronto politico sulla vicenda della Villa Comunale di Cassino. Dopo le dichiarazioni del sindaco Enzo Salera all'indomani dell'incidente probatorio, arriva una nuova serie di repliche da parte dell'opposizione consiliare ed extraconsiliare. Pur con accenti diversi, Arduino Incagnoli, Vincenzo Marrone, Carmine Di Mambro e Paola Polidoro convergono su un punto: la necessità di fare piena luce su quanto accaduto e di attendere l'esito delle perizie disposte dall'autorità giudiziaria.
Il consigliere comunale Arduino Incagnoli respinge la ricostruzione del sindaco secondo cui il problema sarebbe rappresentato da chi chiede chiarimenti. "Se il Comune si ritiene parte lesa, la prima parte lesa sono i cittadini", afferma, ricordando come la Villa Comunale sia oggi inutilizzabile e sottoposta a sequestro.
L'esponente dell'opposizione rivendica le richieste avanzate già nel marzo 2025 per la rimozione del terreno di riporto e ricorda che durante i lavori erano emersi materiali riconducibili alla precedente officina presente nell'area. "Non abbiamo mai alimentato allarmismi - sostiene - ma chiesto controlli, trasparenza e dati scientifici".
Incagnoli richiama anche l'episodio del lavaggio della betoniera nel fiume come ulteriore elemento che avrebbe imposto maggiore vigilanza sui lavori pubblici, ribadendo che l'obiettivo resta esclusivamente quello di tutelare salute pubblica e patrimonio collettivo. "Ben vengano l'incidente probatorio e i carotaggi: chiedere trasparenza non è una colpa".
Alla presa di posizione di Incagnoli si aggiunge anche quella dei consiglieri comunali Franco Evangelista e Giuseppe Sebastianelli, che rivendicano di aver sollevato la questione fin dalle prime fasi dell'intervento. "Non abbiamo mai assistito in silenzio a ciò che stava accadendo. Fin dalle prime fasi dei lavori abbiamo denunciato anomalie evidenti nello smaltimento dei materiali provenienti dal cantiere, segnalando la presenza di rifiuti e scarti che venivano ricoperti e interrati sotto il prato.
A queste denunce si sono aggiunte interrogazioni precise in Consiglio comunale, che però sono rimaste cadute nel vuoto. Oggi quelle preoccupazioni trovano riscontro nell'attività della magistratura e degli organi inquirenti". I due consiglieri sottolineano quindi come le iniziative portate avanti in aula fossero finalizzate a chiedere verifiche e chiarimenti su una vicenda che, oggi, è al centro dell'inchiesta giudiziaria.
Sulla stessa linea interviene il coordinatore cittadino della Lega, Vincenzo Marrone, che parte proprio dalle parole del sindaco. "È vero che fu l'amministrazione a contestare lavori non conformi e ad avviare la procedura di risoluzione", osserva.
Ma da qui nasce il suo interrogativo politico: "Se sapevate tutto questo, perché non siete andati fino in fondo con la risoluzione del contratto? Perché avete deciso di proseguire con la stessa impresa?". Marrone sostiene che l'amministrazione fosse già a conoscenza delle criticità e chiede risposte sulle scelte compiute durante l'esecuzione dell'opera, invitando il sindaco a lasciare da parte "allusioni e minacce" e a rispondere nel merito delle questioni sollevate.
A intervenire è anche il consigliere comunale Carmine Di Mambro, che pone l'accento sui tempi dell'inchiesta. Dopo la comunicazione del collegio peritale, che ha fissato al 30 novembre il termine per il deposito delle relazioni tecniche, Di Mambro evidenzia come la Villa resterà chiusa ancora per mesi. "I cittadini pagano il prezzo delle scelte dell'amministrazione", afferma, sottolineando che il principale parco pubblico della città resterà inutilizzabile per tutta l'estate e almeno per una parte dell'autunno. Secondo il consigliere, la vicenda impone anche una riflessione sulle responsabilità politiche che hanno preceduto il sequestro.
Dalla piattaforma civica Jammi Cassino interviene infine Paola Polidoro, che invita a distinguere il controllo civico dalla polemica politica. "Se il Comune sostiene di aver contestato tempestivamente lavori non conformi, allora significa che le criticità erano reali e non frutto dell'immaginazione di qualcuno", osserva. Polidoro accoglie positivamente l'avvio dell'incidente probatorio, sostenendo che saranno gli accertamenti tecnici, e non il dibattito politico, a chiarire definitivamente la vicenda.
"In uno Stato di diritto non si deve avere paura delle domande e dei controlli", afferma, respingendo ogni accusa di strumentalizzazione. "La Villa Comunale appartiene ai cittadini, non alla maggioranza né all'opposizione. Ed è ai cittadini che tutti dobbiamo delle risposte".
Le repliche arrivano dunque da più fronti, ma convergono su una richiesta comune: lasciare che siano le perizie e gli accertamenti scientifici a stabilire eventuali responsabilità, mentre sul piano politico continua il confronto sulle scelte compiute durante la realizzazione dell'opera pubblica.