Incendio Remat, un mese dopo parte la protesta social: "San Giorgio a Liri non dimentica"

Valle dei Santi - L’iniziativa lanciata dall’ex sindaco Francesco Lavalle per tenere alta l’attenzione: "Servono altri controlli e piena trasparenza. La sospensione delle autorizzazioni non può essere il punto di arrivo"

Incendio Remat, un mese dopo parte la protesta social: "San Giorgio a Liri non dimentica"
di Redazione - Pubblicato: 12-08-2026 13:51 - Tempo di lettura 2 minuti

"È trascorso esattamente un mese dal grave incendio che il 12 luglio scorso ha interessato l’impianto REMAT, sprigionando una imponente nube di fumo che nelle ore e nei giorni successivi ha interessato il territorio. A un mese di distanza la cittadinanza lancia una protesta social per tenere alta l’attenzione su quanto accaduto e chiedere che sulla tutela della salute pubblica e sul futuro dell’impianto non cali il silenzio".

A parlare è l'ex sindaco, Francesco Lavalle, che spiega: "L’iniziativa parte oggi con la pubblicazione e la condivisione sui social dell’immagine della grande nube sprigionatasi durante l’incendio, accompagnata da un messaggio semplice e diretto:

“Incendio REMAT 12/07/2026: San Giorgio a Liri non dimentica! Non abbassiamo la guardia sulla salute pubblica e sul futuro del nostro paese. Uniti per la verità. Fai girare!” L’invito rivolto ai cittadini è quello di condividere il post e far circolare l’immagine, trasformando i social network in una manifestazione collettiva e pacifica: un modo per ricordare ciò che è accaduto e ribadire che la comunità vuole risposte e garanzie.

Non si tratta di alimentare allarmismi. Si tratta, al contrario, di pretendere che quanto accaduto venga approfondito fino in fondo. Le analisi effettuate rappresentano un primo elemento di conoscenza, ma riteniamo necessario continuare con campionamenti e controlli ufficiali più estesi sul territorio, tenendo conto anche delle aree del centro abitato e delle zone nelle quali la nube ha stazionato nelle ore notturne e nelle mattinate successive all’incendio.

La mobilitazione social vuole quindi lanciare un messaggio preciso alle istituzioni competenti: il trascorrere del tempo non può significare abbassare l’attenzione. Vogliamo conoscere fino in fondo le conseguenze ambientali dell’incendio, avere piena trasparenza sui controlli effettuati e su quelli che saranno ancora necessari e, soprattutto, pretendiamo garanzie affinché quanto accaduto il 12 luglio non possa ripetersi.

C’è infine una questione che riguarda il futuro dell’impianto e sulla quale la cittadinanza continuerà a mantenere alta l’attenzione. La sospensione delle autorizzazioni non può rappresentare il punto di arrivo. Una volta concluse le indagini e acquisiti tutti gli elementi necessari, chiediamo che venga valutata ogni iniziativa utile affinché si arrivi alla revoca definitiva delle autorizzazioni, nel rispetto delle competenze e delle procedure previste dalla legge.

Il 12 luglio San Giorgio a Liri ha visto con i propri occhi cosa può accadere. Il 12 agosto San Giorgio a Liri risponde facendo sentire la propria voce. Condividere quella foto significa dire tutti insieme: SAN GIORGIO A LIRI NON DIMENTICA. Non abbassiamo la guardia. La salute pubblica e il futuro del nostro paese vengono prima di tutto".





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