Cultura - La manifestazione è stata organizzata dall'Associazione Vecchia Cassino APS
Grande partecipazione a Sant’Antonio di Montecassino per la XIII edizione della manifestazione organizzata dall’associazione Vecchia Cassino APS. A decretare la Stozza vincitrice il comitato dei “Saggi per gli assaggi”. Sul podio Aurelio Tomasso, Lucia Marzocchella e Maria Ferritto.
Si è svolta domenica scorsa, nella suggestiva località di Sant’Antonio di Montecassino, la XIII edizione della “Stozza Cassinese”, l’appuntamento organizzato dall’associazione Vecchia Cassino APS che ogni anno riporta al centro dell’attenzione le antiche tradizioni gastronomiche cassinesi, i sapori della memoria e, soprattutto, il piacere dello stare insieme. Una giornata all’insegna della convivialità che ha visto la partecipazione di numerosi amici e appassionati della tradizione, oltre alla presenza di un gruppo di cittadini polacchi, protagonisti di un significativo momento di incontro e scambio culturale. A portare un saluto ai partecipanti è stato anche Dom Luigi Di Bussolo di Montecassino, la cui presenza ha impreziosito una giornata già caratterizzata da un forte spirito di comunità e di condivisione. Presenti anche rappresentanti del Consiglio comunale, oltre ai consiglieri Rosario Iemma e Andrea Vizzaccaro, membri dell'associazione stessa, si sono uniti ai partecipanti anche la consigliera Maria Rita Petrillo e il consigliere Arduino Incagnoli.
Come da tradizione, il momento centrale della manifestazione è stato rappresentato dalla gara della Stozza Cassinese, una competizione nella quale fantasia, memoria e prodotti della cucina di casa si incontrano all’interno di un semplice filone o di una pagnotta di pane.
La “Stozza”, infatti, racconta una parte importante della vita quotidiana di un tempo: era il pasto che i lavoratori portavano con sé nei campi, nelle fabbriche e nei cantieri, preparato con quello che c’era in casa. Un cibo semplice, sostanzioso, ma capace di racchiudere profumi, sapori e ricordi.
A contendersi il titolo sono state dieci originali interpretazioni della Stozza:
Alba, con “Il coticone”, preparato con ricotta salata e piccante;
Aurora, con “La famiglia rossa”, a base di fiscelle con le melanzane;
Maryl, con “Fiocco rosso”, con grano antico e taralli;
Aurelio, con “Le palluttelle r’annarella”, con olio e cipolle;
Maria Teresa, con “Le pulpettë r’mamma”, con polpette e due uova;
Oliviero, con “Duë puparuolä cu l’erba ripassata”, con erba ripassata e polpette;
Maria, con “Cuzziutieglie”, un filone con pancetta abbrustolita;
Mario, con “La romanella”, con pane, prosciutto, noci e gorgonzola;
Rossana, con “Ampressä Ampressä”, con due melanzane;
Lucia, con “Të acchefa’ cu la Pasquetta”, con due broccoli piccantelli.
A giudicare le diverse preparazioni è stato il tradizionale comitato dei “Saggi per gli assaggi”, chiamato a valutare le Stozze non soltanto dal punto di vista del gusto, ma anche per originalità, capacità di richiamare la tradizione e qualità complessiva della preparazione.
Del comitato hanno fatto parte il dott. Franco Riccuti, presidente da oltre dieci edizioni, il dott. Alessandro Tortolano, il dott. Roberto Caramanica, direttore generale BPC, il dott. Bruno Bordone, Dirigente della Divisione di Chirurgia del 'Santa Scolastica' Eysiak della Fondazione Monte Cassino.