Parliamone con la mente - Secondo appuntamento con la rubrica "Parliamone con la mente" alla scoperta di un fenomeno sempre più diffuso nell’era digitale, che riflette una profonda crisi della comunicazione emotiva e relazionale. Blocchi improvvisi, silenzi e sparizioni online rivelano una crescente incapacità di gestire il confronto e le responsabilità affettive
Il ghosting si traduce nel comportamento di chiudere una relazione senza dare spiegazioni, interrompendo ogni forma di comunicazione con l’altra persona e trasformandosi, di fatto, in un “fantasma”. È un fenomeno sempre più diffuso, favorito dalle nuove tecnologie: Tinder, WhatsApp e Instagram sono solo alcuni dei canali digitali che oggi mediano le relazioni interpersonali.
In un contesto dominato da messaggi e chat, sparire da un momento all’altro è diventato più semplice e meno costoso sul piano dell’immagine sociale. Si assiste così a una forma di analfabetismo emotivo e a una perdita dell’etica comunicativa, fondata su educazione, rispetto e reciprocità.
Tipicamente, dopo un periodo di frequentazione anche assidua, improvvisamente chiamate e messaggi restano senza risposta, e si perde ogni traccia dell’altra persona. Non è raro che chi compie ghosting blocchi l’ex partner su tutti i social network. Ciò che caratterizza questo comportamento è proprio la mancanza di una spiegazione: la persona scompare senza chiarire di voler interrompere la relazione, né tantomeno le motivazioni.
Tuttavia, il ghosting non riguarda solo i rapporti amorosi: accade sempre più spesso anche nelle amicizie, favorita dalla facilità con cui è possibile “sparire nel nulla, proprio come un fantasma”.
Chi subisce ghosting, inizialmente, non comprende ciò che sta accadendo e resta sola con i propri pensieri, cercando di interpretare il silenzio dell’altro. Inizia così una spirale di auto-svalutazione e incertezza, in cui la persona tende ad attribuirsi la colpa dell’allontanamento.
All’opposto, chi fa ghosting mostra difficoltà ad affrontare le responsabilità emotive legate alla chiusura di un rapporto, evitando il peso del confronto e convincendosi spesso di agire “per il bene dell’altro”. Alla base della psicologia del ghoster vi è quindi una marcata immaturità emotiva, un’incapacità di comunicare apertamente e una scarsa consapevolezza di sé.
Il ghosting è la punta dell’iceberg di una crisi più profonda nella comunicazione umana, in cui le relazioni vengono filtrate da nuovi codici digitali: attese di risposta, spunte blu e emoji diventano strumenti di interpretazione emotiva.
Superare questa tendenza è possibile solo sviluppando un atteggiamento più maturo e responsabile, basato su un dialogo autentico, sulla consapevolezza e, soprattutto, sul rispetto verso se stessi e verso gli altri.
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