Cassino, il fronte sindacale incalza Stellantis: “Serve un piano concreto per il rilancio”

Economia - La Fiom- Cgil denuncia: “Lo stabilimento produce appena il 10% della sua reale capacità”. L'Ugl lancia l’allarme su oltre 130 licenziamenti nell’indotto e duemila uscite incentivate. La vice presidente della regione Lazio, Angelilli, rassicura: "Sarà rafforzato il tavolo tecnico". Sara Battisti incalza: "Ora servono atti concreti"

Cassino, il fronte sindacale incalza Stellantis: “Serve un piano concreto per il rilancio”
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 29-05-2026 19:57 - Tempo di lettura 3 minuti

Si riaccende il confronto sul futuro dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e dell’intero comparto automotive del Lazio. Nel corso della riunione del Tavolo permanente convocata ieri in Regione, sindacati e istituzioni hanno lanciato un nuovo allarme sulla crisi produttiva del sito cassinate, chiedendo un’accelerazione del confronto con il gruppo automobilistico e misure immediate a tutela di lavoratori e indotto.

L’incontro, presieduto dalla vicepresidente e assessore regionale allo Sviluppo economico Roberta Angelilli, ha visto la partecipazione delle organizzazioni sindacali e delle associazioni imprenditoriali. Al centro del confronto, le prospettive produttive dello stabilimento Stellantis dopo la presentazione del piano industriale del gruppo avvenuta il 21 maggio scorso, piano nel quale – secondo quanto denunciato da più parti – mancherebbero indicazioni concrete sul futuro del sito di Cassino.

La Regione Lazio, attraverso il presidente Francesco Rocca, ha chiesto ufficialmente a Stellantis di anticipare i tempi della presentazione dei programmi destinati allo stabilimento cassinate, inizialmente previsti entro dicembre.  Nel frattempo, l’amministrazione regionale ha annunciato il rafforzamento del Tavolo permanente sull’automotive, con un supporto tecnico finalizzato ad approfondire investimenti, prospettive produttive e possibili interventi di riconversione industriale, mantenendo al centro la tutela dell’occupazione e della capacità produttiva del territorio.

“Il rafforzamento del Tavolo tecnico consentirà un approccio ancora più pragmatico”, ha dichiarato Angelilli, sottolineando il lavoro congiunto con l’assessorato regionale al Lavoro guidato da Alessandro Calvi. La vicepresidente ha inoltre ricordato il confronto già avviato dal presidente Rocca con il ministro delle Imprese Adolfo Urso e l’attenzione rivolta all’audizione del nuovo amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa, fissata per il 17 giugno alla Commissione Attività produttive della Camera.

Molto critico il giudizio espresso da Cgil e Fiom, sia a livello regionale sia territoriale. Secondo le organizzazioni sindacali, le scelte industriali del gruppo automobilistico non solo non guardano al rilancio di Cassino, ma risultano persino peggiori rispetto ai precedenti piani industriali, che avrebbero già condotto il sito verso un progressivo ridimensionamento. I sindacati evidenziano come oggi la produzione dello stabilimento si attesti intorno al 10% della reale capacità produttiva.

Per questo Cgil e Fiom hanno chiesto alla Regione di aprire una trattativa diretta con Stellantis e di costruire un piano industriale condiviso capace di garantire il pieno utilizzo dello stabilimento di Piedimonte San Germano, coinvolgendo istituzioni, parti sociali e territorio. Secondo le sigle sindacali, occorre evitare che venga disperso il tessuto occupazionale e produttivo dell’area, anche attraverso il sostegno delle risorse pubbliche.

Le organizzazioni dei lavoratori hanno inoltre posto l’accento sull’emergenza sociale già in atto. La cassa integrazione, spiegano, sta producendo pesanti conseguenze economiche sui dipendenti diretti, sugli addetti degli appalti e sull’indotto, con perdite salariali che in molti casi arriverebbero fino a 5-6 mila euro l’anno. Da qui la richiesta di misure regionali straordinarie di sostegno al reddito e di un tavolo operativo per monitorare l’utilizzo delle risorse pubbliche già investite sul territorio.

Anche la Ugl Lazio ha espresso forte preoccupazione per la situazione del sito Stellantis di Cassino e per il progressivo indebolimento dell’intera filiera industriale del Basso Lazio. Nel corso dell’incontro, la delegazione guidata dal segretario regionale Armando Valiani ha parlato di un quadro “drammatico”, caratterizzato da un crollo dei volumi produttivi, dal massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali, da oltre 130 licenziamenti recenti nell’indotto e da circa duemila uscite incentivate già registrate.

La Ugl ha chiesto un confronto immediato e diretto con Stellantis per chiarire le reali intenzioni del gruppo sul rilancio dello stabilimento cassinate e della sua filiera produttiva. Contestualmente il sindacato ha presentato alla Regione la proposta di un “Patto per lo sviluppo dell’automotive del Lazio”, un accordo operativo tra istituzioni e parti sociali basato su obiettivi concreti in materia di occupazione, investimenti e produzione.

“Le ulteriori preoccupazioni espresse oggi da Cgil e Fiom sulla grave situazione che interessa lo stabilimento Stellantis di Cassino e l’intero indotto del territorio richiedono risposte immediate. Per questo è fondamentale che la Regione Lazio dia piena attuazione agli impegni contenuti nell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale nel corso della seduta straordinaria sulla crisi del comparto automotive”.

Lo dichiara la consigliera regionale del Partito Democratico del Lazio, Sara Battisti, prima firmataria dell’odg approvato dall’aula. “Quel documento - spiega - costruito attraverso un confronto costante con le organizzazioni sindacali e le forze di opposizione, indicava con chiarezza la necessità di aprire un’interlocuzione concreta con Stellantis per garantire il pieno utilizzo della capacità produttiva del sito di Cassino. Ora servono atti concreti, un confronto permanente con le parti sociali e una presa di responsabilità chiara da parte dell’azienda, del Governo Meloni e della Regione Lazio per difendere produzione, occupazione e futuro industriale del territorio”.

Conclude Battisti: "Così come richiesto oggi dalle organizzazioni sindacali al presidente Rocca, è necessario inoltre rafforzare gli strumenti regionali di sostegno ai lavoratori e alle imprese coinvolte dalla crisi, accelerare il lavoro di aggiornamento delle leggi regionali 46 e 60 e attivare un monitoraggio costante sull’utilizzo delle risorse pubbliche già stanziate".





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