Cronaca - Sette le persone indagate: non sono coinvolti il sindaco e gli amministratori
Un grave episodio di criminalità ambientale e frode ai danni dello Stato ha colpito il cuore della città di Cassino, dove i Carabinieri Forestali del Gruppo di Frosinone e i Nuclei Operativi Ecologici di Roma e Latina hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo dell'intera area della Villa Comunale.
Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Cassino su richiesta del Procuratore Europeo Delegato di Roma, si è reso necessario a causa di un presunto traffico illecito di rifiuti orchestrato all'interno dei lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione del parco pubblico, un progetto strategico interamente finanziato con i fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Oltre all'area verde, i militari hanno apposto i sigilli a dieci veicoli utilizzati per il trasporto dei materiali, mentre sono tuttora in corso perquisizioni e sequestri di materiale informatico e documentale presso le sedi delle società coinvolte e gli uffici dell'Ente appaltante.
L'indagine ha svelato un meccanismo fraudolento che mirava a massimizzare i profitti privati a discapito della sicurezza pubblica e delle casse comunali. Il capitolato d'appalto del progetto prevedeva espressamente che per la sistemazione a verde venisse fornito e posato del terreno coltivo di alta qualità, privo di infestanti o detriti e con un contenuto minimo di sostanza organica del due per cento, una fornitura regolarmente quantificata e prezzata nei computi metrici ufficiali.
Al contrario, le imprese esecutrici e le ditte fornitrici avrebbero sversato nel cantiere circa 6.886 metri cubi di materiale qualificato giuridicamente come rifiuto, proveniente dalla lavorazione meccanica di scarti da demolizione e costruzione. Questo ingente quantitativo di detriti, acquisito a titolo completamente gratuito, veniva mascherato nei documenti sotto la dicitura di "aggregato recuperato" per eludere i controlli sulla tracciabilità.
In questo modo gli indagati avrebbero ottenuto un duplice illecito profitto, azzerando da un lato i costi di smaltimento in discarica dei rifiuti e richiedendo dall'altro il pagamento completo per la fornitura del terreno vegetale in realtà mai consegnato.
Oltre all'evidente danno economico per il Comune di Cassino, le indagini hanno fatto emergere un allarmante pericolo per la salute pubblica. I primi campanelli d'allarme sono scattati durante i sopralluoghi della Direzione dei Lavori, che avevano evidenziato una presenza diffusa di frammenti di vetro e detriti estranei affioranti dal suolo.
Le successive analisi chimico-fisiche eseguite in laboratorio hanno confermato lo scenario peggiore, rivelando che il materiale di riporto utilizzato era pesantemente contaminato. Nello specifico, le concentrazioni di metalli pesanti altamente tossici, tra cui berillio, selenio, arsenico e stagno, superavano di gran lunga le Concentrazioni Soglia di Contaminazione stabilite dalla legge italiana per le aree destinate a verde pubblico, residenziale e privato. La gravità della situazione è amplificata dal fatto che la Villa Comunale rappresenta il principale polmone verde nel centro cittadino, un luogo destinato al gioco e alla frequentazione quotidiana di fasce vulnerabili della popolazione, come bambini, famiglie e anziani, che si sono trovati esposti a una potenziale fonte di grave pericolo.
A fronte del solido quadro probatorio raccolto dagli investigatori, l'Autorità Giudiziaria ha formulato pesanti ipotesi di reato che vanno dall'attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti alla realizzazione di una vera e propria discarica abusiva, fino alla tentata truffa ai danni del Comune di Cassino.
L'inchiesta vede attualmente coinvolte sette persone: si tratta di quattro imprenditori e amministratori di tre società operanti tra il Lazio, il Molise e la Campania, a cui si affiancano tre figure tra tecnici incaricati della gestione e della vigilanza sull'appalto: non sono coinvolti amministratori del Comune di Cassino.
Le indagini proseguono senza sosta per delineare con precisione tutte le responsabilità individuali e per pianificare i necessari e urgenti interventi di bonifica del sito, indispensabili per restituire l'area alla comunità in totale sicurezza.
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