Stellantis Cassino, nuovo minimo storico: solo 32 giorni di lavoro nel primo semestre

Economia - In mattinata è stato annunciato un nuovo fermo produttivo fino al 3 luglio, questo per gli operai significa che la prima metà dell'anno si chiude con oltre due terzi dei giorni trascorsi a casa. Con i nuovi modelli slittati al 2028, il biennio 2026-2027 rischia di trasformarsi nel deserto industriale del glorioso stabilimento Fiat

Stellantis Cassino, nuovo minimo storico: solo 32 giorni di lavoro nel primo semestre
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 25-06-2026 15:44 - Tempo di lettura 2 minuti

Un nuovo, pesantissimo stop piomba sulle teste dei lavoratori Stellantis. Il Comitato esecutivo ha comunicato un fermo produttivo per le unità di lastratura, verniciatura, montaggio e reparti collegati, che farà incrociare le braccia dal 26 giugno al 3 luglio compreso. L'annuncio, tuttavia, non fa altro che certificare una crisi senza precedenti. Dietro la fredda burocrazia delle comunicazioni aziendali si nasconde infatti un record storico negativo che segna il punto più basso mai raggiunto da quello che un tempo era il glorioso stabilimento Fiat, un gigante che dal 1972 a oggi ha visto crollare progressivamente i propri livelli occupazionali e produttivi.

I dati di questa prima metà dell'anno parlano chiaro e fotografano un declino verticale. Chiudere il primo semestre con appena 32 giorni di lavoro effettivo è un evento che non si era mai verificato prima d'ora. In passato, la soglia dei primi sei mesi non era mai scesa sotto i 50 giorni di attività.

Già il 2025 era stato un anno nero, ma non a questi livelli: l'anno scorso si erano lavorati circa 50 giorni nel primo semestre e altrettanti nel secondo, chiudendo l'anno con poco più di cento giornate complessive sui banchi di lavoro e altrettante a casa.

Mantenendo gli standard attuali, il 2026 rischia invece di chiudersi con l'inquietante cifra di circa 60 giorni totali di lavoro. Questo significa che la produzione sarà attiva per appena un terzo dell'anno, mentre per tutto il resto del tempo i lavoratori saranno costretti a sopravvivere tra cassa integrazione e contratti di solidarietà.

La preoccupazione più grande, però, non riguarda solo il presente, ma un orizzonte a medio termine che appare drammaticamente buio. Come annunciato dal Ceo Filosa, i nuovi modelli verranno rivelati solo a fine dicembre. All'atto pratico, questo significa che la nuova produzione diventerà operativa non prima del 2028. Di conseguenza, il 2027 si preannuncia come un anno di transizione terribile, un limbo che rischia di essere persino peggiore del già difficile 2025 e del disastroso 2026.

La comunicazione arrivata in mattinata da Stellantis non sembra quindi una semplice gestione dei flussi di fabbrica, ma il preludio a un lunghissimo periodo di stop. Lo spettro che si aggira tra i cancelli è quello di una vera e propria serrata estiva, un blocco totale che inizierà verosimilmente nella seconda metà di luglio luglio e che, con ogni probabilità, si trascinerà fino a settembre, lasciando l'intero bacino di lavoratori in uno stato di totale incertezza economica e professionale.





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