Cronaca - Il Tribunale di Cassino scagiona un 66enne perché il fatto non sussiste: decisiva la strategia difensiva degli avvocati Salera e Marandola
Si chiude nel modo più radicale, con un’assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste, la complessa ed estenuante vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto un ex dirigente di un’azienda di Stato. L’uomo, oggi 66enne, originario del Cassinate e da tempo residente a Roma, è stato completamente scagionato dalle pesanti accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate ai danni della sua ex convivente.
Il procedimento penale aveva tratto origine alla fine del 2019, a seguito di una dettagliata denuncia sporta dall’ex compagna dell’uomo. La donna si era inizialmente recata presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Cassino per farsi medicare, denunciando successivamente ai Carabinieri un presunto episodio di aggressione fisica e percosse perpetrato dall’allora partner. Nel corso delle indagini e delle dichiarazioni verbalizzate dai militari dell’Arma, la persona offesa aveva inoltre delineato un quadro più ampio, riferendo di essere stata vittima di molteplici altri episodi di analogo tenore. Tali condotte si sarebbero consumate sia a Roma, città di stabile residenza della coppia, sia nel territorio del Cassinate, dove l’imputato possiede un’abitazione di famiglia impiegata prevalentemente per i soggiorni nel periodo estivo.
Il rinvio a giudizio davanti al Tribunale di Cassino imponeva una strategia difensiva rigorosa e approfondita, data la gravità dei reati contestati e il clima di forte attenzione che circonda i procedimenti legati ai maltrattamenti intrafamiliari. L'imputato ha scelto quindi di affidarsi all'esperienza e all'autorevolezza dell'avvocato Sandro Salera, noto penalista del Foro di Cassino, il quale, coadiuvato dal collega avvocato Paolo Marandola, ha assunto la conduzione del caso e ha condotto un lavoro difensivo certosino che ha permesso di scardinare l'intero impianto accusatorio pezzo dopo pezzo.
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