Rubriche - Di origini siriane, costretto a lasciare Aleppo per cercare di sopravvivere. Sogna adesso di riprendere il suo lavoro: di sedersi nuovamente in cattedra ed avere degli alunni da educare. Ecco la storia di oggi nella rubrica a cura di Antonella Delle Donne
Oggi raccontiamo la storia di Abdu. Di origini siriane, costretto a lasciare Aleppo per cercare di sopravvivere. Sogna adesso di riprendere il suo lavoro: di sedersi nuovamente in cattedra ed avere degli alunni da educare.
Abdu nel suo Paese era un uomo rispettabile. Originario della Siria è stato costretto ad abbandonare tutto per cercare di salvare la propria vita. Il paradosso? Per trovare un luogo sicuro ha dovuto rischiare la propria incolumità. Ha attraversato il deserto, poi il mare su una barca di fortuna, infine, la terra promessa. Ad Aleppo insegnava in una scuola diventata, adesso, un mucchio di macerie. Adesso si trova in Sicilia in un centro di accoglienza. Dopo una lunga attesa è riuscito ad ottenere lo status di rifugiato e ad essere inserito in un programma di integrazione. La vita è dura da solo in un Paese straniero. I ricordi vengono alla mente, ma ogni giorno sempre più sfumati. La paura è che svaniscano per sempre e essi costituiscono l’unico legame con la vita passata. Adbu spera un giorno di ritornare nella sua terra natale, di ricostruire la sua casa, di rivedere i suoi amici e i suoi cari, ma nel frattempo cerca di rifarsi una vita, di non essere un peso e sogna di nuovo una scuola con degli studenti cui insegnare.
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