AstraZeneca è sicuro ma la vaccinazione eterologa ha una sua logica

AstraZeneca è sicuro ma la vaccinazione eterologa ha una sua logica

RUBRICHE - Il nostro approfondimento settimanale sul tema della vaccinazione anti Covid. Angelo Franchitto: "I vaccini restano considerati sicuri sulla base del rapporto rischi-benefici. La protezione? La verificheremo in autunno, quando l’attività del virus è maggiore"

<strong>Angelo Franchitto<br></strong>
Angelo Franchitto

Conoscere è il vero vaccino

Finalmente la campagna vaccinale sta prendendo piede, così una fetta sempre più ampia di popolazione è vaccinata con almeno una dose. Ma restano ferme ancora tante persone che non hanno fiducia nei vaccini. C’è veramente qualcosa da temere? Se parliamo da un punto di vista storico, senza dubbio è importante ricordare che le vaccinazioni sono lo strumento più efficace per proteggere le persone dalle malattie infettive. Infatti, grazie a questo intervento sanitario oggi alcune malattie come il vaiolo sono state completamente eliminate.

Ugualmente altre patologie restano ancora diffuse e possono causare gravi patologie. Per esempio, abbiamo ancora malattie come il morbillo, che può portare a complicazioni quali polmonite. Parliamo di un caso su venti. Ma anche encefalite, di cui è vittima una persona ogni duemila casi. Purtroppo esistono anche esiti letali. Questi si presentano una volta su tremila casi. Dunque, la medicina moderna ha veramente fatto dei grandi passi avanti grazie ai vaccini. Si tratta di un’invenzione con la quale abbiamo potuto combattere epidemie, riducendo notevolmente il numero delle vittime. Inoltre, nei casi in cui il virus resta presente e circola tra la popolazione mondiale, il vaccino ci permette una convivenza con il virus senza restrizioni e confinamenti. Proprio per queste ragioni, la vaccinazione resta fortemente raccomandata su larga scala.

Quanto più la popolazione è immunizzata dai vaccini, tanto più è possibile arrivare a debellare le malattie oltre che proteggere il singolo individuo. Per quanto riguarda la paura della vaccinazione, la diffidenza o semplicemente la speranza di essere soggetti a quella immunità di gregge, per cui otterremmo ugualmente gli effetti della vaccinazione se tutti intorno a noi sono vaccinati, questo è un rischio per tutta la comunità. In realtà bisogna pensare che l’immunità di gregge serve ad aiutare i soggetti più fragili e non chi non vuole vaccinarsi per capriccio. Poi dobbiamo capire meglio che cos’è un vaccino. Infatti, parliamo di un prodotto biologico che viene realizzato con agenti microbici virali o batterici interi vivi e attenuati o inattivati o uccisi.

Per esempio, i vaccini come AstraZeneca o Jhonson & Jhonson, sono realizzati un adenovirus (un virus depotenziato e reso completamente innocuo), che hanno la funzione di far lavorare il nostro sistema immunitario perché conosca il virus Sars Cov-2 senza che ci sia l’infezione. Insomma, un vaccino è ricco di tutti quei componenti del microrganismo, delle sostanze da esso sintetizzate o di proteine ottenute sinteticamente. Insomma si tratta di una brodaglia nella quale ritroviamo tutti quegli antigeni polisaccaridici che vengono legati con proteine di supporto per aumentarne l’immunogenicità. La cosa importante da sapere è che compito dei componenti del vaccino è quello di stimolare il sistema immunitario senza provocare le manifestazioni dell’infezione che si vuole prevenire.

Dunque, il vaccino stimola la produzione di anticorpi, ma senza renderci positivi al Coronavirus. Tali componenti, che in gergo tecnico hanno il nome di antigeni, a seconda del tipo e della modalità di preparazione, possono richiedere l’aggiunta di altre sostanze con lo scopo di aiutare il sistema immunitario a sviluppare una protezione migliore e di maggior duratura. Anche se non tutti i vaccini sono prodotti allo stesso modo, alcuni di essi, come peraltro alcuni farmaci, richiedono l’aggiunta di minime quantità di conservanti, stabilizzanti o antibiotici.

Aggiunte che servono a fare in modo di garantire nel tempo la loro stabilità e prevenire la crescita batterica. Parliamo sempre di sostanze aggiunte che comunque vengono controllate rigorosamente dagli analisti per confermarne la sicurezza nei bambini e negli adulti. Ogni vaccino prima di essere approvato viene sottoposto ad una lunga sperimentazione. Durante questo periodo si valuta la tollerabilità e la sicurezza oltre che la capacità di indurre una risposta immunitaria efficace e duratura, sia somministrato singolarmente che in associazione con altri vaccini.

Tutto questo è accaduto anche con i vaccini contro il virus Sars Cov-2. Infatti, vaccini di ultima generazione e innovativi come Pfizer e Moderna hanno alle spalle uno studio pluriennale. Solo si è pensato a snellire la parte burocratica del sistema di approvazione del vaccino. Ma, anche dopo l’autorizzazione all’utilizzo continua sempre la sorveglianza da parte degli organi preposti sulla sicurezza dei prodotti e sulla compatibilità in associazione tra loro. Il controllo avviene attraverso un costante rilevamento degli eventi avversi.

Un esempio è il caso del vaccino AstraZeneca. Infatti, la posizione di Ema non è cambiata soprattutto negli over 60. Il vaccino va usato con assoluta tranquillità e ha una protezione superiore all’80% e l’incidenza del rischio di trombosi si riduce rispetto ai giovani. Ad ogni modo, la scelta di una vaccinazione eterologa fatta dall’Italia e dalla Germania ha una sua logica. Dunque la campagna vaccinale va avanti e i vaccini restano considerati sicuri sulla base del rapporto rischi/benefici. In realtà quanta protezione danno i vaccini lo verificheremo in autunno, quando l’attività del virus è maggiore.





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