Politica - L’ex assessore di Cassino e membro della direzione nazionale dei dem, non nasconde l'orgoglio: "Tantissimi pensavano sarebbe stata spazzata via in pochi mesi, invece ha ridato identità al partito e ricostruito il centrosinistra"
Elly Schlein diventa la segretaria più longeva nella storia del Partito Democratico e da Cassino arriva il commento di Danilo Grossi, già assessore comunale e membro della Direzione nazionale del Pd, che rivendica il percorso politico compiuto negli ultimi anni al fianco della leader dem.
«Chi lo avrebbe mai detto? Da oggi Elly Schlein è la segretaria più longeva nella storia del Partito Democratico», esordisce Grossi, ricordando come, soprattutto all’inizio della sua esperienza alla guida del partito, fossero in molti a prevedere una leadership destinata a durare poco. «Diciamoci la verità, tanti, tantissimi pensavano che sarebbe stata spazzata via nel giro di qualche mese. E invece eccoci qua».
Grossi ripercorre quindi il cammino politico condiviso con Schlein, iniziato prima ancora della conquista della segreteria del Pd. «Sono davvero felice di aver condiviso con lei questa meravigliosa avventura, costruita passo dopo passo, prima fuori dal partito e poi dentro i suoi organi dirigenti. In questi anni abbiamo cercato di cambiare questo partito, di dare nuovi stimoli e prospettive. Non sempre ci siamo riusciti appieno e tanto lavoro c’è ancora da fare, ma sono felice di aver fatto questo percorso insieme a lei e a tanti e tante altre».
L’esponente cassinate del Partito Democratico sottolinea soprattutto la crescita registrata dal Pd durante la segreteria Schlein, ricordando la difficile situazione dalla quale, a suo giudizio, era partito il percorso politico. «Quando tutto è iniziato, più di quattro anni fa, il Pd era quotato al 14% ed era a rischio dissoluzione. Grazie alla guida di Elly Schlein, invece, il partito è come se fosse rinato: è bene ricordarlo sempre ai vari smemorati».
Nel suo intervento Grossi racconta anche la Schlein vista da vicino negli organismi dirigenti del partito: «Ho visto la sua pazienza ogni singolo giorno nel gestire le difficoltà di un partito complesso e, insieme, la sua capacità di ridare al Partito Democratico un’identità forte e chiara, di sinistra e vicina ai bisogni delle persone».
Una risposta anche alle critiche arrivate nel corso degli anni nei confronti della segretaria. Grossi richiama infatti la partecipazione alle iniziative pubbliche del Pd: «Se gli editorialisti e qualche notabile del partito, sempre pronti a criticare e pontificare su quello che è giusto fare, si fossero fatti qualche giro nelle mille piazze piene calcate da Elly in questi anni, se ne sarebbero accorti da soli».
Per l’ex assessore di Cassino, la segreteria Schlein avrebbe avuto soprattutto il merito di riportare al centro dell’agenda politica democratica i temi tradizionalmente legati alla sinistra. Dal lavoro povero al caro vita, passando per le disuguaglianze economiche e sociali e la tutela dei diritti.
«Elly Schlein ha riportato un partito di sinistra dove deve stare – sostiene Grossi – e ha riportato al centro i temi che contano davvero: la battaglia contro il lavoro povero che troppe persone vivono ogni giorno, le battaglie contro il carovita che sta strozzando migliaia di famiglie, la denuncia delle falsità e delle promesse gridate da questa destra e la lotta contro ogni tipo di discriminazione e disuguaglianza».
Nel bilancio tracciato dal dirigente dem entrano anche i risultati elettorali ottenuti negli ultimi anni e il lavoro per ricostruire un campo comune delle opposizioni. Grossi parla di «un lavoro paziente e prezioso» finalizzato non soltanto all’unità interna del Pd, ma anche alla costruzione di un centrosinistra più compatto.
«I risultati sono arrivati – evidenzia – con la crescita graduale in termini percentuali del partito di oltre dieci punti, con la vittoria del Pd e del centrosinistra in tante città e tante regioni, oltre alla bellissima cavalcata del referendum».
Lo sguardo, però, è già rivolto alle prossime sfide politiche e soprattutto all’obiettivo di riportare il centrosinistra al governo nazionale. «E ora? Adesso guardiamo avanti. Dopo questi anni di opposizione e di riconnessione con il nostro popolo, ci aspetta il governo di un Paese stanco, affannato e deluso che però vuole credere in una nuova visione e in una nuova leadership come quella che Elly Schlein ha incarnato in questi anni».
Grossi chiude quindi con un messaggio che guarda direttamente al futuro del Pd e della coalizione: «Il meglio deve ancora venire. E noi ci faremo trovare pronti. Come sempre».
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